Le nuove caldaie, rispetto a quelle definite vecchie, sono costruite e certificate secondo le normative vigenti e quindi hanno emissioni inquinanti molto inferiori rispetto a generatori di calore anche solo di pochi anni.

Questo può sembrare strano ma quello del pellet e in generale della biomassa è un settore in continua evoluzione, quello che era di ultima generazione 4/5 anni fa ora sembra obsoleto e in ogni caso

non è più proponibile da noi rivenditori e soprattutto dai produttori.

In ultimo la classe ambientale, di cui ogni prodotto deve essere munito, dimostra quanto possa essere evoluta una caldaia o una stufa in base alle stelle che l'ente certificatore rilascia.

Proprio in base alle certificazioni ogni prodotto, rientrante nei parametri, ha un coefficiente premiante per quello che concerne il Contributo C.T.

Alcune caldaie o stufe ricevono un contributo molto alto, a volte pari al valore della caldaia. E' sempre consigliabile affidarsi a un'esperto per effettuare questo tipo di pratiche.

Una caldaia a biomassa è una valida alternativa alle classiche caldaie alimentate a combustibile fossile e può essere utilizzata per riscaldare non solo abitazioni e condomini, ma anche attività commerciali e industriali.

In commercio ne esistono, infatti, diverse taglie e tipologie, a seconda delle esigenze energetiche e del tipo di combustibile a biomassa legnosa che utilizzano, proveniente per maggior parte

da residui di coltivazioni agricole, deforestazione controllata e scarti di lavorazione industriale del legno.

Le principali fonti energetiche a biomassa legnosa sono:

  1. Legna a pezzi (ciocchi): costituito da porzioni di tronco, di qualità inferiore e di provenienza boschiva.
  2. Tronchetti di legno: costituiti da residui di legno pressati.
  3. Segatura: derivante da scarti industriali e dalla lavorazione di latifoglie e conifere.
  4. Cippato: ovvero legno naturale tritato con o senza corteccia, di provenienza boschiva
  5. Pellet: Scarti di lavorazione del legno resi in cilindretti pressati ad elevato potere calorifico e certificati a seconda della qualità 
  6. Scegliere di utilizzare una caldaia a biomassa per il proprio riscaldamento è una scelta che aiuta l'ambiente e fa risparmiare.

    L'emissione di CO2 di una caldaia a biomassa è di molto inferiore rispetto ad una caldaia a gasolio. Il legno emette una quantità di anidride carbonica pari a quella assorbita per crescere.


    A questo punto le domande sorgono spontanee:
    - Quale scegliere?

    - Qual è la caldaia a biomassa migliore per le proprie esigenze?

    Uno dei fattori che influenzerà maggiormente la scelta sarà l'ubicazione della nostra casa.
    È sconveniente, infatti, scegliere una caldaia a legna per il riscaldamento domestico se non si abita in zone dove la legna è facilmente reperibile.
    Oltre al prezzo della materia prima si somma il prezzo del trasporto e la conseguente emissione di gas del camion che trasporta il carico, annullando sia il risparmio che la sostenibilità ambientale della risorsa.

    Bisogna comunque ricordare che generare calore per il riscaldamento attraverso legna è estremamente conveniente e garantisce un evidente risparmio rispetto all’uso di gas metano.

    La caldaia a legna o cippato è ideale per tutti coloro che possono procurarsi con facilità questo combustibile e hanno a disposizione abbastanza spazio per il suo stoccaggio.
    La legna, infatti, andrebbe fatta essiccare per 2 anni in un luogo ventilato e al riparo dalla pioggia, per raggiungere il suo massimo potere calorifico.

    Al contrario della legna, il Pellet è una risorsa disponibile nella maggior parte dei rivenditori di combustibili e di materiali edili o per il bricolage. Generalmente, viene distribuito in sacchi da 15 kg e il costo dipende sia dalla sua provenienza che dalla sua qualità, ma resta comunque più economico rispetto ai costi di metano e gasolio. Inoltre, ha un alto rendimento e potere calorifico.

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